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la nostra storia

 

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Non è facile individuare la nascita dell’attività filodrammatica a Venegono Inferiore ma alcune notizie e documenti ci consentono di datarne l’avvio agli inizi del 900.

Don Giovanni Benetti, coadiutore di Venegono Inferiore dal 5 febbraio 1886 e in seguito, a causa delle precarie condizioni di salute del parroco, don Giacomo Manzetti, nominato Delegato Arcivescovile con tutte le facoltà di parroco dal 23 luglio 1904, istituisce una Società Cattolica di Mutuo Soccorso con lo scopo di radunare attorno ad un programma cristiano i giovani del paese.

Divenuto parroco, per andare incontro al desiderio dei giovani della società di svolgere una attività filodrammatica, in mancanza di altre strutture, destina come salone da teatro l’antica chiesetta di S. Antonio e Leonardo, acquistata dalla parrocchia nel 1844, ormai però sconsacrata. La chiesetta verrà demolita nel 1940.
E’ quindi a partire dai primi anni del 900 che fa la sua comparsa nel nostro paese una compagnia filodrammatica che a più riprese e con
un periodico ricambio degli attori ha portato avanti la sua attività
fino ai nostri giorni.

Quando, nel 1927 si inizia la costruzione del nuovo oratorio prospiciente la piazza della chiesa, la compagnia filodrammatica di quel periodo può avvalersi di un palco e di un salone più adeguati e funzionali. Il nuovo oratorio viene solennemente inaugurato nel 1930.

“Nell’anno 1927 sotto la direzione dell’Assistente don Ambrogio Trezzi, fu aperta una sottoscrizione per comprare una macchina cinematografica in seno all’Unione Giovani Cattolici di Venegono Inferiore. Forma della sottoscrizione per azioni di lire 100 cad. da liquidarsi a richiesta degli azionisti. Prevedendo che dette azioni potranno essere rimborsate a lunga scadenza si decide di pagare un interesse di lire 3 annue per azione partendo dal 1 gennaio 1931
a chi avesse ancora impegnata l’azione”. I sottoscrittori saranno 19 che rendono disponibile un importo di 2.200 lire complessive.
Quanto sopra emerge da documenti conservati nell’archivio parrocchiale dove sono disponibili anche alcune note delle entrate di una discreta attività cinematografica e teatrale svolta negli anni 1927 e 1928 da compagnie sia maschili che femminili provenienti anche da paesi limitrofi.

Don Edoardo Benetti, subentrato nel 1927 in qualità di coadiutore a don Ambrogio Trezzi, il 20 dicembre 1930 redige un regolamento, conservato nell’Archivio parrocchiale, volto a meglio coordinare le attività che si svolgono nel nuovo oratorio tra cui anche quella filodrammatica; probabilmente la necessità di continue prove da parte della compagnia è tale da andare ad interferire e togliere spazio alla normale attività educativa dei giovani. Il regolamento cita tra i responsabili dell’attività filodrammatica il signor Deanesi, un amico di don Antonio Benetti, fratello del coadiutore, e i signori Sarti Emilio e Lepori Arturo.

La compagnia filodrammatica locale, oltre ad un normale avvicendamento fisiologico degli attori, registra un deciso impulso a metà degli anni 30 grazie al trasferimento a Venegono Inferiore di Mario Stabile.

 

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Questi discende da una famiglia dedita al teatro (i suoi bisnonni sono coloro che fondano a Milano l’omonimo teatro) e si esibisce lui stesso sui palcoscenici milanesi.
Mario Stabile morirà a Venegono Inferiore nel 1959 a 65 anni e sarà sepolto nel locale cimitero. Grazie alla sua esperienza la compagnia filodrammatica fa un deciso salto di qualità presentando numerosi lavori anche in costume. In un periodo in cui non vi sono facili divertimenti, le frequenti recite teatrali sono un raro momento di svago. Pur con lo scoppio della guerra la locale compagnia teatrale porta avanti la sua attività con continuità fino agli anni 50.
Va notato che nel 1942, a Venegono Inferiore, è presente e propone lavori la famiglia Rame, una famiglia di attori itinerante; inizia i suoi primi passi da attrice anche Franca Rame, attuale compagna di Dario Fo.

Dagli anni 50 in poi, presso il salone teatrale, vengono presentati sporadici lavori proposti dai giovani, qualche serata musicale, dei saggi e dei “recital” soprattutto in occasione di ricorrenze e dei festeggiamenti più significativi fino al 1975 quando, grazie all’impegno di Bruno Maffioli, un attore proveniente dalle esperienze precedenti, la compagnia filodrammatica "Amici del teatro" riprende impulso e vigore. Bruno ci ha lasciati nel 2000, ma la sua passione continua a vivere con noi..

Alessandro Limido

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